Castelli e Fortificazioni
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Elenco completo dei Castelli censiti
Castelli e Fortificazioni
Castello non più esistente.
Comune: Novara


Stato d'esistenza: distrutti il castello originario e la rocca ricostruita successivamente, resta una torre quattrocentesca. Epoca di fondazione: incerta. Il documento più antico risale ai primi decenni del sec. X.

Tipo di costruzione: Architettura fortificata - Castello
Configurazione Strutturale: nella prima metà del X sec., da un atto di donazione del vescovo Dagiberto ai canonici di Lumellogno, sappiamo che l’insediamento era composto da una curtis di origine carolingia nella quale vivevano e lavoravano servi e semiliberi, dal castello e dal villaggio.

Fondazione: IV secolo
Fasi costruttive: secolo

Primo documento rintracciato: rintracciato: riguarda il paese di Lumellogno, citato insieme a Pagliate nel 840: il vescovo Adalgiso regalò ai Canonici di S.Maria le terre di varie Pievi concedendo anche la riscossione delle relative decime ecclesiastiche.

Fasi costruttive: Un anonimo amanuense ci informa che tra il 908 e il 931 “ il vescovo Dagiberto donò ai canonici a Lumellogno una corte insieme a un castello, con le case, gli edifici rustici e tutte le strutture pertinenti al centro fondiario…con la corte diede pure i servi e le serve, nonché i semiliberi e le loro case di abitazione”. All’inizio dell’XI sec. il villaggio si estese con la costruzione di nuovi cantoni ed edifici religiosi. Nei due secoli seguenti la fortezza continuò a esistere; non era interamente posseduta dai canonici nonostante papa Innocenzo II, nel 1132, concedesse loro “il castello di Lumellogno con l’intera giurisdizione su tutto il villaggio, con le decime e con 20 mansi o aziende agricole”. Nella prima metà del Duecento, dopo la demolizione della rocca primitiva, che era circondata da un fossato, ne venne costruita un’altra nella zona della chiesa di Sant’Ippolito edagli abitanti ne venne concesso l’uso a condizione che la tenessero in ordine e facessero dei lavori di riparazione. A metà del XIII secolo il complesso subi’ gravi danni ad opera degli eserciti del Marchese di Monferrato e della Compagnia Bianca. I canonici continuarono a mantenere la proprietà della fortificazione, affittandola soprattutto per usi agricoli, anche se la rendita era molto bassa e nel marzo 1446 acquisirono ulteriori proprietà all’interno del castrum. Pochi anni dopo comunque il Referendario di Novara nella sua relazione non accennò neppure all’esistenza di un castello ed in una pergamena del 1° dicembre 1469 si parla esplicitamente di Castellazzo. Con il passare del tempo il muro del castello fu adibito ad usi quotidiani ed a metà del Seicento fu impiegato per appoggiare le travi della stalla parrocchiale annessa alla casa del sacerdote, vicino alla chiesa di Sant’Ippolito.

Epoca di distruzione: il castello fu lasciato andare in rovina dai canonici all’inizio del XIII sec. Un documento del 6 febbraio 1225 parla di un campus de castello veteri, inter duas rugias. Ricostruito quasi subito, fu nuovamente trascurato e, la muratura sopravvissuta, a metà del Seicento fu incorporata nella stalla della parrocchia.

Descrizione dello stato di fatto: oggi resta una torre del XV sec, detta “dei Canonici”, costruita a difesa di un vicino mulino situato nei pressi della roggia Orione, nella zona nord del paese. Addossata a un palazzo e realizzata in mattoni, presenta all’altezza del primo piano un’elegante finestra a sesto acuto. Il classico motivo dei denti a sega sormonta tre finestre più piccole, di dimensione irregolare, poste al secondo piano.

Notizie storiche: popolato già nell’età del bronzo e successivamente in epoca romana, come attestano i ritrovamenti archeologici, il villaggio di Lumellogno era abitato alla fine del IX sec sia da servi che da uomini liberi, proprietari di terre e beni immobili. Nel 985 il presule Aupaldo confermò ai canonici di Santa Maria le donazioni fatte loro all’inizio del secolo, aggiungendo la chiesa di Sant’Ippolito con le sue proprietà ed i servi che vi erano annessi. Nel marzo 1013 gli ecclesiastici acquisirono i diritti giurisdizionali e fiscali sul territorio, base fondamentale per la creazione di una futura signoria, ed a metà secolo ingrandirono ulteriormente i loro possedimenti, quando l’arciprete Raginfredo comperò dal diacono Adamo, maestro della cattedrale, un manso di cinque ettari e mezzo ed i diritti di godimento delle terre comuni. Nella prima metà del XII sec la chiesa novarese, fece costruire iuxta portam del villaggio un mulino e proseguì nell’acquisto di terre ed immobili per estendere il proprio potere su tutto l’abitato di Lumellogno, popolazione compresa. Ciò portò allo scontro con alcuni cittadini novaresi, anch’essi proprietari di beni nel paese, ma costoro ebbero la peggio in quanto nell’agosto 1148 il vescovo Litifredo sentenziò che “tutti gli uomini, chiunque essi siano, che abiteranno nel luogo di Lumellogno, apparterranno alla giurisdizione della chiesa di S. Maria e saranno giudicati in qualsiasi causa dagli stessi canonici”. Per oltre cinquant’anni gli ecclesiastici continuarono ad acquisire case, vigne, terreni coltivabili, boschi e diritti sulle proprietà comuni, affittando gli appezzamenti ai fittavoli locali. Vi furono altri problemi giudiziari con famiglie di cittadini novaresi che possedevano dei mansi a Lumellogno, ma nei processi fu data ragione sempre ai canonici. I proprietari delle aziende agricole infatti avevano dei diritti nei confronti degli affittuari per quanto concerne il possesso e la coltivazione dei terreni, ma la vera signoria, con diritti giurisdizionali annessi era nelle mani della chiesa. Il potere ecclesiastico fu riconfermato anche quando, il 5 gennaio 1237, Lumellogno si organizzò in Comune rurale e il preposto Giacomo Tornelli, nominò su consenso della chiesa, il rettore e il campario. Il primo presiedeva il consiglio comunale, riscuoteva le multe ed era il rappresentante della comunità presso il comune di Novara; il campario invece era un ufficiale armato con compiti di tutela dei beni privati e di polizia locale. A metà del XIV sec, nel giro di un decennio, sopraggiunsero la peste e le devastazioni delle truppe del Marchese di Monferrato e dei soldati di ventura inglesi della Compagnia Bianca, capitanata da Alberto Sterz. Tra il 1361 e il 1362 Galeazzo Visconti tolse ai canonici il potere sul paese e Lumellogno fu inserita nella circoscrizione della squadra inferiore, amministrata da un vicario rurale nominato direttamente dai nuovi signori. Un secolo dopo i canonici riacquisirono la signoria comprandola dalla Camera ducale. Ne affittarono i beni, fra cui l’osteria ed un mulino, mantenendone la proprietà fino all’abolizione dei diritti feudali.

Personaggi storici collegati: si ipotizza che a Lumellogno, intorno al 1100, sia nato Pier Lombardo, famoso teologo medievale divenuto vescovo di Parigi dove probabilmente morì intorno al 1160.

Condizione giuridica: Proprietà privata

Fonti archivistiche: Archivio Capitolare di Santa Maria di Novara, Documentario delle donazioni fatte al Capitolo, II, pergamena 5 gennaio 1237 A.C.S.M.N. Esteri, I, O, pergamene 5 marzo 1446 A.C.S.M.N. del Foglio, Carte antiche, n. 777, pergamena 1° dicembre 1469 Archivio Storico Diocesano di Novara, Teche Parrocchie, Lumellogno, 1; Causa del capitolo contro il Vescovo per la nomina del Parroco 1777-1779, inserto documento maggio 1639

Bibliografia: G.C. Andenna, Andar per castelli. Da Novara tutt'intorno, Torino 1982, pp. 115-121 Biblioteca Società Storica Subalpina 78, pp. 8, 40-41, anni 908-931, 154-156, 191-192, 223-224, 15 marzo 1013 Biblioteca Società Storica Subalpina 79, pp. 42-43, 30 giugno 1054, 210-211, 254, 256, 394 Biblioteca Società Storica Subalpina 80, pp. 1-4, 6-7, 290 P. Azarii, Liber gestorum in Lombardia, a cura di F. Cognasso, in Rerum Italicarum Scriptures, II° edizione, nuova edizione di G.Carducci, V.Fiorini, P.Fedele, Bologna 1926, p. 111

Ricercatore: Compilatore scientifico dei testi: dottor Carlo Giordani Revisore: dottor Fiorella Mattioli

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